Cabilo

La famiglia in cabilo: mamma, papà, fratelli e parenti

Usa una foto di famiglia per imparare i termini di parentela in cabilo. Nota quali parole includono già il significato di «mio» o «mia», poi esercitati con un quiz.

Risposta breve

Per parlare dei tuoi cari, ricorda baba (“mio padre/papà”), yemma (“mia madre/mamma”), gma (“mio fratello”) e weltma (“mia sorella”). In queste forme di parentela il legame con “me” è già compreso: non bisogna aggiungervi automaticamente -iw .

10 parole per parlare della tua famiglia in cabilo

Queste traduzioni esprimono il rapporto della persona con te: «mia figlia» e «una ragazza» non sono intercambiabili. I termini di parentela si usano anche per rivolgersi direttamente a un familiare. Il contesto distingue parlare di «mia madre» dal chiamare «mamma!».

Parenti, dal punto di vista di chi parla
ItalianoCabilo
Mio padre/papà baba
Mia madre/mamma yemma
Mio fratello gma
Mia sorella weltma
Mio figlio mmi
Mia figlia yelli
Mio nonno jeddi
Mia nonna setti
Mio marito argaz-iw
Mia moglie tameṭṭut-iw

Per "mia sorella", potresti anche incontrare l'ortografia ultma . Le parole per i nonni e alcuni usi familiari variano: mantieni la forma usata nella tua famiglia e annota la relazione che denota. Una variazione non è un motivo per correggere sistematicamente il proprio interlocutore.

Il lessico della famiglia per generazione

Questa carta serve per memorizzare le parole, senza imporre un modello familiare. Scegli le persone di cui vuoi parlare; puoi lavorare con personaggi immaginari.

Nonni

  • jeddi — mio nonno
  • setti — mia nonna

Genitori e fratelli

  • baba — mio padre
  • yemma — mia madre
  • gma — mio fratello
  • weltma — mia sorella

Bambini

  • mmi — mio figlio
  • yelli — mia figlia

Su un foglio di carta, scrivi tre nomi e poi scrivi la parola che collega ciascuna persona a te. Poi cambia la narratrice: il padre di una persona può essere il nonno di un’altra. L'esercizio riguarda le relazioni, non solo il riconoscimento delle parole.

Mia madre, tua madre e sua madre

In questi termini di parentela, un suffisso cambia la persona a cui si riferisce il rapporto familiare. Per «tua madre», la forma dipende dal fatto che ti rivolga a un uomo o a una donna.

CabiloItalianoDa ricordare
yemma Mia madre.Sto parlando di mia madre.
yemma-k Tua madre.Sto parlando con un uomo.
yemma-m Tua madre.Sto parlando con una donna.
yemma-s Sua madre.Il contesto specifica chi è.

Confronta con tameṭṭut-iw ("mia moglie"), che utilizza il suffisso -iw . Non esiste quindi un’unica ricetta da applicare a tutte le parole della tabella. Memorizza ogni espressione con il suo significato completo.

Presenta una foto e ricorda le parole

Come primo esercizio, indica una persona e usa una breve frase:

  • D baba. — È mio padre.
  • D yemma. — È mia madre.
  • D gma. — È mio fratello.

Inizia salutando il tuo partner: la guida ai saluti in cabilo ti offre un piccolo scambio da ripetere. Per le lettere che ti sembrano nuove, consulta l’ alfabeto cabilo .

Gma significa semplicemente “fratello”?

Nell'uso di parentela qui presentato, gma significa “mio fratello”. Mantieni il possessivo nella traduzione.

Stai parlando con una donna: come si dice “tua madre”?

Yemma-m. La forma qui dipende dalla donna a cui ti rivolgi, non dal genere della parola “madre”.

Domande frequenti sulla famiglia in cabilo

Come si dice mamma e papà in cabilo?

Yemma e baba sono forme comuni per mamma e papà. In una frase in cui parli dei tuoi genitori, questi possono corrispondere a “mia madre” e “mio padre”.

Queste parole dovrebbero essere scritte in Tifinagh?

Questa guida segue la scrittura latina del cabilo. Ti permette di lavorare sulle forme qui presentate senza prima imparare un altro alfabeto. Il cabilo è una lingua amazigh; le parole di altre varietà Amazigh non sono automaticamente identiche.

Fonti e note d’uso

Le seguenti risorse ti consentono di confrontare il vocabolario e l'utilizzo. Le scene e gli esercizi presenti in questa pagina sono suggeriti per la formazione; le variazioni nell'ambiente circostante rimangono un utile punto di riferimento.

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